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8 Mar

Aspettando Pasqua con il Casatiello

Oggi il nostro blog, vi parlerà di cucina, quella buona, di tradizione partenopea che fa il giro del mondo e che resta inimitabile la maggior parte delle volte. La cucina napoletana è antica, blasonata e raffinata. E’ amata in tutto il mondo perché forse ha in sé il buono di ogni cultura. Proprio l’influsso delle differenti culture che si sono susseguite durante le varie dominazioni hanno determinato la varietà dei piatti arricchiti di fantasia e creatività tipica dei napoletani.

Ogni piatto all’Andris, è un’occasione per vivere un’esperienza di gusto e per scoprire sapori e storia della nostra cucina tradizionale. Aspettando la Pasqua vi parliamo del Casatiello!

Il Casatiello ha origini antichissime, addirittura se ne trova una testimonianza nell’opera “La gatta Cenerentola” di Gianbattista Basile del 1634. Lo scrittore racconta dei festeggiamenti dati dal Re per ritrovare la famosa fanciulla che aveva perso la scarpetta e che gli aveva rubato il cuore. “E’ venuto lo juorno destenato oh bene mio: che mazzecatorio e che bazzara che se facette! Da dove vennero tante pastiere e casatielle? Dove li sottestate e le porpette? Dove li maccarune e graviuole? Tanto che nce poteva magnare n’asserceto formato”.

Abbiamo pensato di ricorrere ad una favola per presentarvi una delle moltissime testimonianze della letteratura in tema di casatiello che origina il suo nome dal “Caso”, in napoletano formaggio.

Il formaggio è, infatti, protagonista assoluto della ricetta che viene realizzata per la Pasqua per semplice comodità! La Pasqua capita quasi sempre in Primavera, il momento delle gite e dei pic nic perciò il mitico ciambellone pieno di squisitezze, dai salumi all’uovo sodo, è l’ideale per raccogliere moltissime energie per i giochi e le corse all’aperto!

C’è un altro motivo per cui si prepara a Pasqua. Non tutti un tempo potevano permettersi di acquistare gli ingredienti costosi del ciambellone, ma la Pasqua rappresentava il momento migliore per festeggiare con un piatto ricco.

Noi, nelle nostre cucine, lo facciamo come allora, dando forme diverse alla cultura secolare, ma realizzando l’impasto con il lievito madre e rispettando i tempi di lievitazione al caldo. L’impasto poi viene riempito con ogni bontà. Messo al forno si presenta color oro e squisito.

30 ore di preparazione per un risultato che conduce in un viaggio meraviglioso alla scoperta della nostra tradizione culinaria.

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