I Fotografi Di Fiore sono lieti di invitare tutti Voi, giovedì 1° Aprile 2010, ad un evento che ha il sapore della musica, dell’arte, della festa. Un “evento-cocktail”, una festa- aperitivo tra amici per presentare il concerto di Monica Sarnelli, previsto a Portici per Giovedì 8 Aprile. Un’occasione per stare in compagnia, discutere di buona musica e conoscere l’artista. Monica Sarnelli, infatti, sarà presente con la sua simpatia, bravura e semplicità. È inoltre prevista, per i partecipanti all’aperitivo che vorranno essere al concerto dell’artista partenopea, una “sorpresa” che sveleremo durante la serata! Cos’altro dire? Vi aspettiamo numerosi, il 1° Aprile, alle 19,00 presso il nostro studio, a Portici (NA) Corso Garibaldi, 86.
La piazza del Plebiscito (già Largo di Palazzo o Foro Regio) fu per secoli uno slargo irregolare, dove si svolgevano le feste popolari attorno alle cosiddette macchine da festa, che venivano periodicamente innalzate da grandi architetti (famose quelle di Ferdinando Sanfelice e di Francesco Maresca).
Solo dall'inizio del Seicento in poi fu gradatamente "regolarizzata", anche a causa della costruzione del nuovo Palazzo Reale, opera di Domenico Fontana. A questa graduale trasformazione si successero, dalla metà del Settecento in poi, degli interventi sempre più radicali, attuati dagli architetti che lavoravano sul vicino Palazzo Reale.
Ma fu solo all'inizio dell'Ottocento, durante il periodo napoleonico, che la piazza cambiò completamente volto. Per ordine dei monarchi francesi, essa fu interamente ridisegnata e ripensata: furono demoliti i troppi edifici religiosi che ne limitavano lo spazio ed impedivano di inserirla al meglio nel contesto urbano circostante ed in luogo di essi vennero eretti palazzi di stato, a cornice del famoso emiciclo dorico in pietra lavica e marmo, voluto da Gioacchino Murat su disegno di Leopoldo Laperuta, al centro del quale avrebbe dovuto essere un altro edificio civile, consacrato ai fasti dei napoleonidi. Al centro del colonnato spicca la Basilica di San Francesco di Paola, che ne è l'elemento dominante e fu eretta da Ferdinando I, come ex voto per aver riconquistato il regno dopo il decennio di dominio francese. Commissionata a Pietro Bianchi nel 1817, fu completata nel 1846, nei modi più aggiornati del neoclassicismo, sul modello delle forme del Pantheon romano; all'interno è abellita da statue e dipinti coevi, ad eccezione del seicentesco altare maggiore e da alcune tele prelevate da luoghi di culto pre-esistenti sul vecchio slargo.
Isolate sulla piazza, di fronte alla Basilica, s'innalzano le statue equestri di Carlo III di Borbone e di Ferdinando I. La prima è opera di Antonio Canova, cui si deve anche il cavallo della seconda, mentre il re che lo cavalca fu scolpito da Antonio Calì. Nel 1963 un'ordinanza comunale trasformò la piazza in un parcheggio pubblico per far fronte all'incremento incontrollato di autovetture in città. La piazza rimase così deturpata fino a quando nel 1994, in occasione del vertice dei G7, la giunta Bassolino le restituì dignità pedonalizzandola in toto. Da allora Piazza del Plebiscito è diventato lo scenario dei principali avvenimenti cittadini e nazionali: dai comizi elettorali alle serate del Festivalbar, diventando anche passerella dei principali cantanti italiani (Pino Daniele, Massimo Ranieri ecc. ) e voci tenorili (Andrea Bocelli, José Carreras). Tradizionalmente ogni anno nel periodo natalizio sono installate al centro della piazza opere di arte contemporanea, spesso discusse per la loro eccentricità. Tra gli artisti che hanno esposto negli ultimi anni si citano Mimmo Paladino, Richard Serra, Rebecca Horn, Luciano Fabro. Piazza del Plebiscito si collega alla sottostante Via Ferdinando Acton mediante l'Ascensore Acton, il cui utilizzo è gratuito e la cui gestione è affidata all'Azienda Napoletana Mobilità (ANM).
Famoso il "gioco" che i napoletani fanno spesso fare ai turisti nella piazza. Il turista dovrà attraversare la piazza ad occhi bendati partendo dal palazzo reale fino ad attraversare lo spazio tra le due statue camminando in pratica lungo una linea retta. La leggera pendenza della superficie della piazza farà virare la persona bendata non consentendogli di proseguire diritto ed attraversare le due statue. Quando la persona aprirà gli occhi rimarrà stupito dalla traiettoria che ha seguito camminando, notando di essersi comportato come una persona che si smarrisce nel deserto. approfondisci su wikipedia
Ospiterà una grande mostra dedicata alla più prestigiosa casa editrice di fumetti made in Italy, la gloriosa Sergio Bonelli. La mostra, promossa dall'Assessorato alle Politiche Giovanili, in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli e il PAN, a cura di Napoli COMICON e Sergio Bonelli Editore, è inserita nel progetto VisioNa 2010, e s'intitola L'Audace Bonelli. L'avventura del fumetto italiano. Il percorso espositivo si articola in circa 200 tavole originali dei maggiori artisti che hanno lavorato e lavorano per la Bonelli, in una collettiva che prevede opere di decine di disegnatori, attraverso alcune sezioni tematiche, incentrate in particolare sulla storia e i primordi della Casa editrice, sui grandi personaggi, sulle firme prestigiose, italiane ed estere, sui progetti attuali e le prospettive future, e infine sulla nutrita "scuola campana".
Questi sono anni di ferventi celebrazioni per il mondo del Fumetto, nel mondo e in Italia (leggi l'articolo completo)
Di Lily (del 15/03/2010 @ 09:39:20, in Comunication, linkato 359 volte)
Nel cuore del Decumano Maggiore, nel caos della vita quotidiana del quartiere, si erge maestosa ed inconfondibile la Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco. La chiesa sorse nel 1616 grazie al volere di un gruppo di nobili che decisero di fondare la Congrega di Purgatorio ad Arco, un’associazione umanitaria dedita all’assistenza dei malati, dei poveri e delle donne in difficoltà. I lavori furono affidati a Cosimo Fanzago, ma in realtà l’opera fu il risultato di una collaborazione tra grandi scultori. L’aggiunta alla denominazione dell’appellativo “ad Arco” voleva evidenziare che la Chiesa era sorta nei pressi di una torre medievale con un ampio arco, che fu abbattuta per ordine del viceré Don Pedro de Toledo all’inizio del Cinquecento. All’ingresso della Chiesa, delimitato da un cancello, spiccano due teschi in bronzo con tibie incrociate, motivo che si ripete nella splendida facciata barocca. I simboli mortuari, sulla facciata della chiesa, con i santini, i fiori ed i lumini accesi, anticipano qualcosa di tetro ed inquietante, ma estremamamente affascinante che si cela all’interno.
Nell’ipogeo sono visibili sepolture interrate e soprattutto gli scaravattoli, cassettine di legno contenenti ossa umane per la maggior parte anonime. Tra gli innumerevoli resti qui depositati, risalta la nicchia in cui c’è un teschio coperto da un velo da sposa e adagiato su un cuscino bianco. Moltissimi i fiori, le immaginette dei santi, le fotografie di varie persone, gli ex voto sistemati dai fedeli che in massa pregano con devozione Lucia: una ragazza morta all’età di sedici anni, a cui sono legate una serie di leggende. Alcuni dicono che Lucia fosse una giovane innamorata morta di crepacuore quando il padre si oppose alle sue nozze, ed il velo che non riuscì ad indossare ora le copre il capo. Un’altra versione, ricostruita storicamente, racconta che Lucia sia stata l’unica figlia di Domenico d’Amore principe di Ruffano, morta di tisi nel 1789 subito dopo aver sposato il marchese Giacomo Santomango. Secondo la leggenda, il padre volle seppellirla nel cimitero del Purgatorio ad Arco perché molto devoto alle anime del Purgatorio. Il tribunale ecclesiastico con un decreto negli anni Sessanta sancì il divieto di onorare i resti umani anonimi. Ciò non impedì che il culto venisse praticato fino al 1980, quando il terremoto determinò la chiusura della Chiesa e del sottostante cimitero. Essi sono stati riaperti dopo il restauro del 1992.
Cambia il turismo a livello mondiale e Pompei si prepara ad affrontare le nuove sfide. Non più semplici visite agli scavi, ma viaggi emozionali, alla riscoperta di quel gusto antico, che tanto affascina i visitatori di tutto il mondo. Nasce così PompeiViva, un programma e uno slogan allo stesso tempo, per conoscere, tutelare e vivere l’area archeologica, seguendo “in diretta” le scoperte o ammirando i lavori di restauro, con nuovi servizi e iniziative per rispondere, sempre più, ai diversi gusti degli ospiti che ogni giorno popolano l’area. Sono 79 i milioni di euro investiti per il rilancio di Pompei. Quaranta già utilizzati negli ultimi venti mesi. Altri 39 milioni, di cui 21 finanziati dalla Regione Campania e 18 provenienti dagli incassi, saranno spesi entro il prossimo giugno, per ingenti interventi di restauro. Le iniziative, presentate a febbraio in anteprima alla Bit di Milano e proposte in questi giorni alla Borsa Internazionale del Turismo di Berlino, sono state illustrate, nella Casina dell’Aquila degli Scavi, dal commissario delegato per l’emergenza dell’area archeologica, Marcello Fiori, il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianfranco Nappi, e la responsabile della Sovrintendenza speciale di Napoli e Pompei, Maria Rosaria Salvatore. Si parte con l’archeo-agricoltura. Cento contadini...(leggi l'articolo completo)