Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Napoli sotterranea è un complesso di cunicoli e cavità scavate nel tufo poste nel sottosuolo di Napoli; vi si trovano anche numerevoli forme di architetture classiche, greche e romane. Nata sul mare, Napoli è anche la città del Vesuvio. Il vulcano, presente nella storia, nella vita e nell'arte, è stato anche all'origine di molte delle particolarita' della città. Cresciuta sul tufo, sulla pozzolana e sulle rocce generate dalle antiche eruzioni del vulcanismo dei Campi Flegrei, Napoli ha sempre sfruttato la pietra dei suoi colli e del fondo delle sue valli per crescere verso l'alto.
Nei vicoli stretti del centro storico, nati sulle direzioni delle antiche vie della città romana, i palazzi si stringono tra loro, e si uniscono, utilizzando tutto lo spazio disponibile.
Il cuore di Napoli, tra S.Biagio dei Librai e Piazza San Gaetano, affonda le radici in un passato lontano, fatto dei resti della città, cancellate dallo scorrere dei tempi.
Cultura, folklore, tradizione. Il centro della Napoli dei nostri giorni è figlio del suo passato. Le strade e le piazze di oggi sono il fulcro della lunga storia della città nascosta, della complicata biografia della
Napoli Sotterranea.
Dieci, venti, trenta metri più in basso; una visita dei sotterranei offre spunti ed elementi per capire come si è evoluta Napoli, e come il lavorìo nascosto di generazioni di napoletani abbia reso possibile lo sviluppo della città, così come oggi la conosciamo. In principio, nel III secolo a.C., i Greci aprirono le prime cave sotterranee per ricavare i blocchi di tufo necessari alle mura della loro Neapolis. Ma lo sviluppo imponente del reticolo dei sotterranei inizio' in epoca romana.
Per un visitatore di oggi, non è facile orientarsi nel dedalo dei sotterranei che si stendono sotto quasi tutta la superficie cittadina. Mai abbandonati e dimenticati, i primi acquedotti delle origini sono stati utilizzati nuovamente, cambiati, allargati, e adattati a nuovi usi. Sulle pareti di tufo, è possibile leggere ancora i segni dei picconi, e del lungo lavoro svolto dall'uomo nel sottosuolo.
Eccezionale testimonianza archeologica, il sottosuolo di Napoli è diventato negli ultimi anni, grazie all'impegno di un gruppo di appassionati ricercatori, una meta turistica di fama internazionale. Il percorso delle visite guidate, dopo aver attraversato sale e percorso gallerie di epoche differenti, giunge all'acqua, il cui sfruttamento e trasporto furono gli elementi decisivi per la nascita del sotterraneo.
Grandi ingegneri ed urbanisti, i romani dotarono la città di una rete di acquedotti complessa, alimentata da condotti sotterranei provenienti dalle sorgenti del Serino, a 70 Km. di distanza dal centro di Napoli. Altri rami dell'acquedotto di eta' augustea arrivarono fino a Miseno, per alimentare la Piscina Mirabilis, che fu la riserva d'acqua della flotta romana.
Larghi quel poco che permetteva il passaggio di un uomo, i cunicoli dell'acquedotto si diramano spesso in tutte le direzioni, con lo scopo di alimentare fontane ed abitazioni situate in diverse aree della città superiore. A tratti, sulle pareti, si notano ancora tracce dell'intonaco idraulico, utilizzato dagli ingegneri dell'antichita' per impermeabilizzare le gallerie.
Vi sono diversi percorsi per poter accedere a questa città "parallela", ancora non completamente conosciuta; tutti inquietanti ed al tempo stesso affascinanti. Ci si alterna tra cisterne e cave, cunicoli e pozzi, resti del periodo greco-romano e catacombe, ed i passaggi che collegano svariati punti della città anche distanti chilometri sono innumerevoli.
Durante la
Seconda Guerra Mondiale i sotterranei cambiarono il loro volto, furono illuminati e divennero (a causa delle bombe che cadevano in superficie) ancora una volta parte integrante della vita della città. Resti di arredi, tracce di vita di cinquant'anni fa ci aiutano a capire come a Napoli, più che in ogni altra città d'Italia, il mondo sotterraneo sia sempre stato parte della vita quotidiana, nella buona come nella cattiva sorte.
Frequentati ed abitati per secoli, i sotterranei di Napoli non sono però completamente conosciuti. Come per ogni topografia sotterranea, anche nel caso dei cunicoli partenopei è stata necessaria la presenza di un gruppo di esploratori. Partendo dai pozzi e dai varchi che si aprono in superficie, speleologi napoletani esplorano da più di un decennio il sottosuolo della città. La nuova disciplina della speleologia urbana, nata all'ombra del Vesuvio, ha oramai conquistato i suoi adepti in ogni città storica del paese.
Il compito di progettare il futuro in un momento che appare molto favorevole alla rinascita di Napoli, non potrà ignorare quindi gli ipogei, da cui 23 secoli fa la città è nata.
Accesso da Via S.Anna di Palazzo L'Associazione LAES ha recuperato una struttura in vicinanza dei Quartieri Spagnoli, via S.Anna di Palazzo, dove dopo essere scesi per circa 40 metri di profondita' si arriva ad un rifugio di circa 3200 metri quadrati, utilizzato soprattutto durante il secondo conflitto bellico, che riparava oltre 4000 persone.
L'impianto elettrico dell'epoca, bagni "adattati" (le vecchie cisterne sono dovute diventare un ricovero), sono da evidenziare svariati graffiti che portano la testimonianza della vita passata nei rifugi durante il triste periodo. Alcuni ritraenti i capi di stato dell'asse Berlino-Roma-Tokio, altri con donne dell'epoca, soldati, aerei, campi e schemi calcistici, oltre a racconti ed anneddoti di persone realmente vissute (gli "sposi" nel rifugio, la signora Carmela Montagna, etc.) contribuiscono a rendere la visita colorata e pittoresca.
Accesso da Piazza S.Gaetano Nei pressi della Basilica di San Paolo Maggiore, in Piazza San Gaetano, una discesa di 140 gradini e 40 metri sotto al manto stradale portano ad una escursione nel sottosuolo che mette insieme il dramma dell'ultimo conflitto mondiale, andando a ritroso fino allo splendore dell'antichita' romana.
Infatti, è romano l'antico acquedotto che, prelevando l'acqua dalle sorgenti del Serino, mediante una fitta rete di cisterne e cunicoli ricavati nel tufo riesce a distribuire l'acqua in maniera capillare in tutta la città, portandola ad ogni palazzo sovrastante.
Cunicoli che a stento consentono il passaggio di una persona, regalano l'emozione e la suggestione dall'essere attraversati, a tratti, illuminati unicamente dalla luce delle candele.
fonte: www.wikipedia.org
Tratto dal sito internet del
Comune di NapoliIl 1 giugno 2009 il Sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, ha firmato un'ordinanza che disciplina, in via transitoria e sperimentale per il periodo estivo, da giugno a tutto il mese di ottobre, gli orari e alcuni rilevanti aspetti di gestione degli esercizi commerciali, artigianali, di somministrazione, di intrattenimento.
Tre sono i punti essenziali dell'atto: gli orari di chiusura, l'osservanza delle norme igieniche e la tutela della quiete pubblica. Si è stabilito innanzitutto di uniformare gli orari degli esercizi di vicinato che si occupano di vendita di bibite e di prodotti alimentari (cornetterie, gelaterie, kebaberie, ecc.) a quelli della somministrazione, quali bar e ristoranti, prevedendo per tutte le tipologie di esercizio la chiusura all'una di notte per l'intera settimana. Il venerdì, il sabato e nei giorni prefestivi, l'attuale l'orario di chiusura delle attività svolte all'esterno è esteso, per tutti, di un'ora, cioè alle due di notte. Per le attività svolte all'interno da parte degli esercizi di somministrazione e delle associazioni, l'orario di chiusura è confermato alle tre di notte. Una novità è rappresentata dal fatto che questi limiti di orario riguardano anche le entità associative (comprese cooperative) che di fatto svolgono attività di somministrazione per i propri soci.
Un secondo aspetto rilevante dell'ordinanza riguarda l'obbligo degli operatori di rispettare le norme igienico - sanitarie, non solo negli spazi interni, ma anche nelle aree pubbliche antistanti il locale, con particolare riferimento alla raccolta dei rifiuti prodottisi in conseguenza dell'esercizio dell'attività.
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