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24 Feb

Napoli: la religiosità popolare tra arte e miracoli

L’Andris Hotel, a febbraio vi porta alla scoperta dei luoghi magici, ricchi di mistero, in una napoletanità che dà suggestione tra credenze e spiritualità.

Sentire religioso e credenze popolari a Napoli si intrecciano, si fondono in un tutt’uno e si uniscono in quel miscuglio, unico e millenario, di fede e tradizioni. Nel ‘700 veniva chiamata “la città delle cinquecento cupole”, poi, in seguito a diverse calamità e ai bombardamenti della II Guerra Mondiale, sono scomparse oltre sessanta chiese. Nonostante ciò, Napoli conserva ancora il più alto numero di edifici religiosi al mondo.

Dalla celebre Chiesa di San Francesco di Paola, in piazza del Plebiscito, costruita su imitazione del Pantheon romano, alla Basilica di San Lorenzo Maggiore, la più importante chiesa gotica di Napoli: visitare i luoghi di culto della città significa conoscere chiese e santuari, monasteri ed eremi in grado di ricondurre alla storia di autentiche devozioni popolari, ancora oggi espresse in riti unici al mondo. Come il miracolo del sangue di San Gennaro, che costituisce la festa religiosa per eccellenza. Così, dal Duomo di Napoli fino alla Chiesa di San Gennaro di Pozzuoli, dalle vie del centro cittadino alle colline di Capodimonte a quelle del Vomero, è possibile conoscere tutti i luoghi che ripercorrono la storia del Santo Patrono del capoluogo partenopeo.

In città, come nel cuore della provincia, molto forte è anche la dedizione al culto mariano, praticato in diversi luoghi sacri, tra tradizioni, leggende e consuetudini. E’ il caso della Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta di Napoli, attorno alla quale è ritornata, dopo tempo, la tanto celebre quanto secolare festa omonima, o della Chiesa di Santa Maria del Carmine Maggiore, il cui campanile ogni 16 luglio è protagonista di un “incendio” in onore della Vergine Maria.

Ma il culto alla Madonna, in Campania, è legato principalmente al Santuario di Pompei, uno dei più importanti d’Italia e meta di pellegrinaggio di milioni di fedeli l’anno; mentre, più al Nord, a Sant’Anastasia, sorge il celebre Santuario della Madonna dell’Arco, la cui fondazione si collega al rito dei fujenti del Lunedì in Albis. 

Altra tradizione molto sentita dai napoletani si collega al culto delle anime purganti, ai resti di persone scomparse delle quali è rimasta sconosciuta l’identità. Per questo motivo, vengono chiamate pezzentelle, termine che in napoletano indica quelle persone indigenti che non hanno avuto la possibilità di ricevere una degna sepoltura. Da quello che oggi è conosciuto come Cimitero delle Fontanelle, a Napoli, parte un viaggio attraverso il mondo delle anime antiche, in un intreccio autentico di magia, fede e mistero.

E ancora, come non immergersi nel silenzio e nella quiete di luoghi di immensa spiritualità? Da Santa Chiara che, con la Basilica e il Monastero, fu tra i primi complessi monastici eretti nel centro storico di Napoli, allo splendido Eremo dei Camaldoli, di eccezionale valore paesistico e ambientale, tanti sono i posti isolati dove il pellegrino può ritrovare sé stesso. 

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